Quando stavo organizzando il mio viaggio in Malesia, ero molto incerta se includere o meno Penang. Il motivo principale per cui ho scelto di includerla, è stata per il cibo. Ebbene si! Da brava italiana, invece di seguire la cultura, la natura e le tradizioni, seguo la forchetta! 😀 In realtà a Penang si trova anche tutto il resto, e ora ve ne parlo.
Cosa fare a Penang in 3 giorni

Come arrivare
Sono arrivata dopo 4 ore di viaggio in bus dalle Cameron Highland. Penang è un’isola ma è collegata alla terra ferma in due modi: un ferry che in 20 minuti ti porta sull’isola, e un comodo ponte che attraversa il mare e la unisce al continente. Il mio bus portava fino alla stazione principale dell’isola, quindi ho attraversato il ponte, godendomi una vista molto bella.
Ci sono bus che la collegano anche a Kuala Lumpur in un viaggio di poco più di 2 ore, a Melaca ma anche bus diretti per Singapore.
A Penang c’è anche un aeroporto internazionale con voli sia per altre zone della Malesia (per esempio Langkawi) che per altri paesi asiatici: Tailandia, Indonesia, Singapore, Hong Kong ecc.
Infine, esistono anche collegamenti diretti in barca a Langkawi e da lì si può proseguire, sempre in barca, per la Tailandia!
Insomma è un’isola molto collegata, sia in entrata che in uscita, quindi se volete includerla nel vostro itinerario, non avrete problemi.

Quando andare a Penang
La stagione ideale è il nostro inverno-primavera, quindi i mesi tra Novembre e Maggio, che sono quelli secchi. Non che negli altri mesi non vada bene, ma sarà più probabile trovare pioggia. Io sono andata a Febbraio e non ha fatto una goccia d’acqua!
Dove alloggiare a Penang
Quando stavo organizzando il viaggio, ho fatto un pò di ricerca e ho capito che il luogo ideale dipende dal tipo di esperienza che si vuole fare.
George Town, dove alla fine ho alloggiato, è perfetta per immergersi nella storia, nello street food e nella vivace vita notturna. Ci sono vari boutique hotel coloniali, ostelli e guesthouse dallo stile vintage. Io ho soggiornato qui:
Batu Ferringhi – La destinazione ideale per chi cerca mare e relax. Questa zona è famosa per le sue spiagge e i resort di lusso fronte oceano. Perosnalmente non lo consiglio per alloggairsi perché è una zona super iper mega turistica, e ha poco della cultura local. Il bello però è che siete più circondati da natura e con il mare davanti, inoltre la notte pare ci siano sempre spettacoli di fuoco in spiaggia e movimento.
Tanjung Bungah – meno turistica rispetto a Batu Ferringhi e di conseguenza un po più tranquilla con prezzi più economici. Se cercate tranquillità senza troppe pretese, è un luogo carino dove passare 1-2 notti.
Penang Hill & Balik Pulau – Perfette per chi cerca un’esperienza più immersa nella natura, tra foreste tropicali, piantagioni di spezie e viste panoramiche spettacolari, da considerare però che sono un po lontane da tutto, anche se in realtà a Penang con un Grab e pochi euro, arrivi da pertutto!
Dove e cosa mangiare
Vi ho detto all’inizio che Penang è celebre per la sua cucina. Ci sono tantissimi posti dove mangiare e son tutti ottimi, ovunque vada! Io ne ho provato diversi, principalmente di cucina local e vegetariana. I miei consigli personali:
Chulia Street Food night market – apre alle 5 del pomeriggio fino a mezzanotte. Si trovano tantissimi food stall dove mangiare local a pochissimi RAM, io vi consiglio di provare il Chat koay Teow, che sono noodles di riso con gamberi, uovo, verdure, cotti nel wok. Oppure il Chee Cheong Fun, che è un misto agrodolce strano, fatto con delle sorte di “gnocchi” di riso e varie salse sopra. Non mi ha convinto al 100% ma è stato interessante provarlo!

Kimberly Street Food night market – poco più avanti di Chulia Street, si trova un altro celebre mercato notturno di Penang, anche qui potrete trovare tanti food stall che cucinano local. Io ho provato la frittata di ostriche, buona ma nulla di spettacolare (io non sono molto amante delle ostriche) e il Penang Assai Laksa, un piatto tipico dell’isola che consiste in una zuppa di gamberi con verdure e noodles, estremamente piccante!

SUPE Vegan – uno dei migliori ristoranti vegano che abbia mai provato! Avrei mangiato tutto il menù perchè mi piaceva tutto ma alla fine ho optato per un piatto di udon noodles con funghi shitake e verdure con una salsina agrodolce deliziosa e un sushi con verdure e dragon fruit spettacolare.

Neko Vagean House – un piccolo ristorante gestito da una coppia local super gentile e carinissimi. Purtroppo non avevo famissima quando son stata e ho preso un drink alla noce moscata, preparato seguendo l’antica ricetta della nonna del ragazzo e le noci moscate del suo giardino! Il sapore è dolce, simile alla canna da zucchero e decisamente rinfrescante. Preparano anche diversi piatti local in chiave vegana, tutti preparati con ingredienti km 0 e tanto amore.
JOJA Bagels – non proprio cucina local ma ideale per una colazione a base di bagel. Hanno 4 tipo diversi di pane (il bagel è una sorta di panino con il buco in mezzo) e ripieni di diverse cose.

Vegan Falafel Penang – a detta di molti tra i migliori falafel della Malesia, personalmente l’ho trovato buono ma nulla di spettacolare. Hanno però un menu vario, non solo falafel, e preparano tutto fresco al momento.
Hema Hema Ice Cream – volevo provarlo perchè dapertutto nelle reti sociali parlavano di qusta gelateria ma onestamente non è nulla di che, quindi potete anche saltarlo a meno non stiate morendo d voglia di gelato!
Cosa vedere a Penang in 3 giorni
Da fare c’è tanto, vi racconto cosa son riuscita a fare io in questi 3 giorni:
Georgetown Street Art
George Town è un vero museo a cielo aperto, con le sue famose opere di street art che raccontano la storia e la cultura locale. Ho passeggiato tra i vicoli alla scoperta dei murales più iconici, come “Kids on Bicycle”, e delle sculture in ferro battuto che narrano curiosi aneddoti della città. Il mio consiglio è di camminare tra le vie del centro con un occhio attento perchè in ogni angolo si nascondo dei murales super carini e particolari. Vi lascio una piccolissima selezione di seguito.

Chew Jetty
E’ un antico villaggio su palafitte, costruito dalla comunità cinese, che offre un affascinante scorcio sulla vita tradizionale a Penang. Camminando lungo le passerelle in legno, ho ammirato le case colorate, i templi e i piccoli negozi di artigianato, respirando un’atmosfera unica. In fondo alla camminata c’è un piccolo porticciolo dove si può prendere una barca per un tour sulla baia di Penang.
Kek Lok Si Temple
Sono arrivata fin qui in bus dal centro di Georgetown, e anche questa è stata una bellissima esperienza: prima di tutto riuscire a capire (e trovare) la fermata e la direzione del bus giusta! Ma poi passare all’interno di tanti quartieri dell’isola, rubando con gli occhi scatti della vita local è stata una grande emozione.
Kek Lok Si è situato su una collina, è il più grande tempio buddista della Malesia e del sud est asiataico. E’ un mix affascinante di architettura cinese, thailandese e birmana, con pagode imponenti – si puo anche salire in una di queste- e lanterne colorate.

Batu Ferringhi Beach
A quaranta minuti da George Town, Batu Ferringhi è l’anima turistica dell’isola, con grandi hotel affacciati sul mare – una sorta di Riviera Adriatica con un tocco asiatico. Non mi ha colpito particolarmente perché il mare non era dei migliori (ricordatevi che sono sarda, quindi ho standard altissimi!). La spiaggia era poco affollata – il che è positivo – ma c’è un aspetto da considerare: essendo la Malesia un paese con una cultura più conservatrice, la maggior parte delle persone era vestita anche in spiaggia, e non è comune vedere donne in bikini. Viaggiando sola, non mi sono sentita particolarmente a mio agio a stendermi al sole in costume, nonostante il caldo incredibile. Tuttavia, è stato piacevole passeggiare lungo la riva e godermi l’atmosfera rilassata del posto.

Tropical Spice Garden
Immerso nella foresta tropicale, il Tropical Spice Garden è un luogo meraviglioso che sono stata felicissima di visitare! Il giardino è ricco di angoli tranquilli dove ci si può sedere, rilassarsi e immergersi nella natura, incluso un piccolo punto dedicato alla fish pedicure, dove i pesciolini si prendono cura dei tuoi piedi!
Tra le sezioni più interessanti ci sono l’area dedicata alle spezie della Malesia, dove si scoprono piante aromatiche e il loro utilizzo in cucina, e quella sulle piante velenose – ovviamente da non toccare! – che spiega i loro effetti e usi tradizionali. Organizzano anche lezioni di cucina e sessioni di meditazione, ma purtroppo l’ho scoperto solo una volta arrivata lì e le attività andavano prenotate in anticipo. Se avete in programma di visitarlo, vi consiglio di informarvi prima e di partecipare! Ne vale davvero la pena.

Cos’altro avrei voluto fare e non ho avuto tempo di fare
Se avessi avuto più tempo a Penang, ci sono tre posti che avrei davvero voluto visitare:
Penang National Park
Situato nella parte nord-occidentale dell’isola, poco più in lù di Batu Ferringhi, il Parco Nazionale di Penang è perfetto per gli amanti della natura e del trekking. Tra i sentieri più popolari c’è quello che porta a Monkey Beach, una spiaggia selvaggia abitata da scimmie, e quello che conduce a Pantai Kerachut, dove si trova un santuario per le tartarughe marine. Alcuni tratti del percorso si possono fare in barca, rendendo l’esperienza ancora più suggestiva.
Quello che mi ha fermato dall’andare (per poi optare per il Tropical Gerden, che è stato comunque bellissimo!) è che pare che alcuni percorsi a piedi fossero chiusi e l’unico modo per arrivare alle spiagge era in barca. Inoltre sembra che ci sia una tassa da pagare per entrare al parco di 50RAM ma non è chiaro se sia una cosa ufficiale o una “tassa turstica” imposta da chi sta lì all’entrata. Siccome non avevo voglia di stressarmi in quel momento, ho deciso di rinunciare.
Masjid Terapung Pulau Pinang (Moschea galleggiante)
Son passata qui difronte due volte in bus, ma ero sempre di ritorno da Batu Ferringhi e troppo stanca per scendere e aspettare nuovamente il bus per tornare indietro!
Situata a Tanjung Bungah, questa moschea è famosa perché sembra galleggiare sull’acqua quando la marea è alta. È stata costruita dopo lo tsunami del 2004 e si distingue per il suo minareto alto 7 piani e le decorazioni islamiche colorate. È un luogo perfetto per ammirare il tramonto, con una vista spettacolare sul mare.
Balik Pulau
Questa zona rurale nel sud-ovest di Penang è perfetta per se volete vedere un lato più autentico dell’isola, lontano dal caos turistico. Qui si trovano piantagioni di spezie, risaie e piccoli villaggi dove il tempo sembra essersi fermato. È il posto ideale per fare un giro in bicicletta tra le campagne o assaggiare il famoso durian di Penang, considerato uno dei migliori della Malesia.
Per arrivare: si può prendere il bus Rapid Penang 401 o 502 da George Town, ma il tragitto è lungo. Il modo più comodo è noleggiare uno scooter o prendere un Grab.

Penang è un’isola che offre molto più di ciò che si vede a prima vista. Tra le sue spiagge tranquille, i templi mozzafiato, i sapori unici e la sua cultura vibrante, ogni angolo nasconde una storia da scoprire. In 3 giorni non si può certo fare tutto, ma è il punto di partenza perfetto per immergersi in un mondo che unisce modernità e tradizione, natura e città, relax e avventura.
Questa era la mia ultima tappa del viaggio in Malesia, spero che questo viaggio ti sia piaciuto!
Se anche tu sogni di scoprire questi angoli nascosti, di perderti tra i vicoli di George Town, di assaporare la cucina locale o di lasciarti sorprendere da una cultura così affascinante, non smettere di esplorare. Il mondo è pieno di destinazioni incredibili, e se vuoi scoprire dove mi porterà il prossimo viaggio, continua a seguirmi su questo blog!


