Era il 2020 ed eravamo chiusi in casa, senza la possibilità di viaggiare e senza sapere quando e se sarebbe stato più possibile tornare a farlo. Per non uscire fuori di testa, io continuavo a organizzare viaggi futuri che, a un certo punto, avrei fatto. Uno di questi era la Malesia e cinque anni più tardi, son riuscita a compiere questo sogno!

Oggi voglio condividere con voi il mio itinerario di viaggio in Malesia, alcuni consigli e luoghi che avrei voluto visitare se avessi avuto qualche giorno in più.

personas tower di notte, itinerario fai da te in malesia

 

Quando andare in Malesia

Praticamente ci sono due stagioni: Ottobre-Aprile per la costa occidentale; Aprile-Ottobre per la costa orientale.

La cosa buona è che in entrambe le stagioni ci sono luoghi molto belli da visitare! Tenete conto anche che, trovandosi ai tropici, in qualsiasi stagione troverete comunque pioggia tropicale da qualche parte. Per esempio quando son stata a Kuala Lumpur, nonostante facesse caldo, sole e fosse Febbraio, una sera è venuto giù l’universo per due ore, con tuoni e fulmini, e poi è finito tutto e il sole ha asciugato tutte le strade in meno di un’ora!

 

E’ sicuro viaggiare in Malasia?

Io ho viaggiato da sola e onestamente non mi sono mai sentita in condizione di pericolo. Certo bisogna stare attenti, avere sale in zucca, evitare luoghi soli o ambigui, e – importante – vestirsi a modo. E’ un paese per la maggior parte musulmano, per quanto siano comunque abbastanza aperti e tolleranti, la faccia e outfit da europea attira sempre l’attenzione di determinati elementi…

 

Spostamenti

C’è una rete di bus che funziona benissimo, puntuali, puliti (la maggior parte) e sicuri. I biglietti costano pochissimo e si possono prenotare tramite Easybook oppure Redbus.

In città invece si possono prendere metro o bus, che sono sicuri, ma mi son sembrati lenti e, a volte, poco frequenti. La buona notizia è che i taxi costano davvero pochissimo. Son così economici che molte volte non vale nemmeno la pena sbattersi nei mezzi pubblici ma meglio andare in taxi! In Malaysia si possono prenotare tramite una app che si chiama Grab, che funziona esattamente come Uber, se non meglio.

 

Costi generali

Estremamente economica! Per mangiare, se scegliete l’opzione local, potete mangiare con 1-2 euro. Mentre opzioni più costose, con 10-15 euro fate una cena super!

Gli hotel pure sono abbastanza economici. Io personalmente son sempre andata in ostello, e non ho mai speso più di 15 euro a notte. Camere individuali invece si possono trovare sui 25-30 euro a notte.

 

Il mio itinerario in Malasia

Tenete conto che il mio viaggio iniziava a Singapore, quindi sono arrivata in Malaysia, in bus da lì. Il bus era estremamente pulito, profumato e puntuale. La mia prima destinazione è stata Melaka

 

Melaka

A 4 ore di bus da Singapore e due da Kuala Lumpur, l’aria a Melaka sa di storia e multiculturalità. Passeggiando tra le strade di questa antica città coloniale, sembra di viaggiare nel tempo: un mix di architettura portoghese, olandese e britannica che racconta secoli di conquiste e commerci.

Tra i vicoli e le piazze della città sfrecciano, sia di giorno che di notte dei risciò psichedelici, che fanno troppo ridere perchè son decorati con peluche e luci coloratissime, ognuno con il proprio tema: Pokemon, Spiderman, Unicorni o Hello Kitty, il mio preferito! Possono portarvi a fare un giro in città e non costano tantissimo (sui 10 euro per 1 ora di tour) e la cosa più bella è che hanno la musica incorporata, ovviamente a tutto volume – molto latina come cosa, se non fosse che hanno musica pop asiatica! Eventualmente possono anche mettere la selezione musicale che preferite, visto che ho incontrato uno con “despacito” e degli spagnoli sopra!

Una delle esperienze più belle è stata il tour in barca sul fiume Melaka: di sera, le luci delle vecchie case e dei murales si riflettevano sull’acqua, creando un’atmosfera quasi magica. Il contrasto tra il passato coloniale e la vivacità contemporanea della città era evidente anche a Chinatown, dove la mattina successiva ho visitato il suggestivo Cheng Hoon Teng, il più antico tempio cinese della Malesia, un angolo di pace tra lanterne rosse e incenso profumato!

Avrei voluto restare più a lungo, perdermi ancora tra i vicoli e respirare l’atmosfera unica di questa città, ma la mia voglia di arrivare a Kuala Lumpur ha avuto la meglio (devo smettere di mettermi fretta e ansia da chilometri quando viaggio!). Ho passato qui solo una notte e l’ostello era super carino (Yote 28).

Ho visitato Melaka in settimana, quindi niente Jonker Street Night Market, che si accende solo nei weekend. Eppure, la città era tutt’altro che tranquilla: ho avuto la fortuna di trovarmi nel bel mezzo di una celebrazione per l’indipendenza dalla Gran Bretagna, con bandiere, musica e un’energia contagiosa che riempiva le strade!

risciò a Melaka, tappa del mio itinerario di viaggio in Malesia
Il mio risciò preferito a Melaka!

Kuala Lumpur

Il pomeriggio successivo ho preso un bus per la capitale, che dista poco più di 2 ore. Questo secondo bus non era super come quello che mi ha portato a Melaka, ma è comunque partito e arrivato in perfetto orario!

Il mio ostello era a soli cinque minuti a piedi dalle Petronas Towers, così appena arrivata mi sono diretta subito lì. Le ho sempre viste in foto, domandandomi se un giorno le avrei mai viste dal vivo. E adesso erano proprio davanti a me. Alte, imponenti, quasi surreali. Il cielo riflesso nel vetro e nell’acciaio, la folla di turisti intenti a scattare foto, il brusio della città attorno… e io lì, con il naso all’insù, super emozionata per aver compiuto un altro sogno!

Dopodicchè ho camminato fino a Bukit Bintang, un quartiere che sembra rubato a New York: schermi luminosi ovunque, musica, traffico incessante e un’energia incredibile. Qui il mercato notturno è una festa di colori e profumi, con bancarelle cariche di street food irresistibile. Avrei mangiato di tutto, ma mi son limitata a un gelato fatto in una maniera curiosissima (trovate il video sul mio Instagram) e un pancake cinese.

Il giorno dopo, ho lasciato i grattacieli alle spalle per salire sulla collina dove sorge il Thean Hou Temple (in realtà son arrivata con un Grab but well…) uno dei templi cinesi più belli della Malesia. Il panorama sulla città da quassù è incredibile, ma è l’atmosfera che rende questo luogo speciale: lanterne rosse appese ovunque, decorazioni dorate, il profumo intenso dell’incenso. E’ il tempio “protettore” di tutte le coppie sposate e novelli sposi, quindi era pieno di coppiette che si facevano il servizio fotografico!

Qui ho scoperto un rituale particolare in cui si formula una domanda al Buddha, si scuotono gli stick finché uno non cade, e il numero corrispondente è la risposta. Ovviamente io avevo mille domande per il Buddha quindi ho passato un bel pò di tempo qui!

Finita la mia sessione di domande, ho deciso di raggiungere Chinatown a piedi. Nel tragitto, mi sono imbattuta in Little India, un angolo di Kuala Lumpur che profuma di spezie e incenso, con sari colorati appesi nei negozi e musica bollywoodiana in sottofondo. Mi sono fermata per un pranzo veloce e per curiosare tra le bancarelle, poi ho proseguito verso Chinatown.

Chinatown è un’esplosione di vita: insegne al neon, bancarelle che vendono di tutto – da finti Rolex a spezie aromatiche – e templi nascosti tra i vicoli. Ho visitato il Tempio Sri Mahamariamman, il più antico tempio indù della città, e mi sono persa nel mercato di Petaling Street, dove mi son trattenuta dal comprare una Luis Vuitton super taroccata ma completamente identica all’originale! Ho invece mangiato due tortine in una pasticceria cinese ed erano buonissime!

Il terzo giorno sono stata alle Batu Caves, uno dei luoghi più iconici della Malesia. Appena arrivata, è iniziato il diluvio universale, ma il mio autista del Grab è stato così gentile da regalarmi un ombrello… anche se poi ho scoperto che mi aveva aggiunto 5 ringgit alla tariffa (che poi mi son ricordata è 1 euro, quindi non sono andata certo in bancarotta!)

Le Batu Caves sono spettacolari: una scalinata ripida dai colori sgargianti conduce all’ingresso della grotta principale, dominata dalla gigantesca statua dorata di Lord Murugan. La salita è un’esperienza: non tanto per la fatica (vado in palestra tutti i giorni, quindi non ho sofferto sotto quel punto di vista!), ma vedere tutti gli indiani salire, la maggiro parte scalzi, e tanti con offerte per gli dei – come ciotole piene di latte e miele da donare agli dei, simbolo di purezza e abbonadanza.

Come ha smesso di piovere sono uscite fuori centinaia di scimmie, che si muovevano in mezzo alla gente e litigavano tra di loro per il cibo! Anche questo uno spettacolo incredibile!

Tornata in città, ho preso la metro – lenta, ma interessante per osservare la vita locale –  ho passato il pomeriggio al KLCC Park, proprio dietro le Petronas. È il luogo perfetto per rilassarsi, con tanto di piscina pubblica per rinfrescarsi dalla calura tropicale. Ma la vera magia è arrivata di sera, quando le Petronas Towers illuminate hanno regalato uno spettacolo mozzafiato, chiudendo nel modo più emozionante la mia tappa a Kuala Lumpur.

batte caves a kuala lumpur, una tappa del mio itinerario di viaggio in Malesia

Cameron Highlands

Un bus da Kuala Lumpur mi ha portato in poco più di 4 ore a Tanah Rata. Il paesaggio delle Cameron Highlands mi ha catturata subito con il suo verde intenso, la vegetazione tropicale e l’aria fresca che, per un attimo, mi ha riportata all’Eje Cafetero colombiano. Un angolo di Malesia immerso nella pace e nella natura! Dovevo rimanere solo una notte, ma alla fine sono rimasta due.

Appena arrivata, ho fatto una passeggiata fino alle Parit Falls, delle cascate a pochi passi dalla città, perfette per immergersi subito nella natura rigogliosa della zona. Il suono dell’acqua e il profumo della vegetazione umida hanno reso il primo impatto con Cameron Highlands ancora più speciale. L’unica nota negativa è stata l’immondezza nell’acqua, che non era certo cristallina perchè piena di fango.

Il giorno dopo, la sveglia è suonata presto per l’escursione più attesa: la visita alle piantagioni di tè. Con un verde a perdita d’occhio, colline disegnate da filari perfetti, rendendolo un paesaggio da cartolina. Ma c’era un piccolo dettaglio che non avevo previsto: il diluvio e il freddo! Io, che avevo deciso di restare un giorno in più, in quel momento mi son pentita della mia scelta per la scarsa tolleranza alle basse temperature.

Nonostante il tempo, la visita è stata affascinante. Abbiamo scoperto il processo di coltivazione del tè e visitato  la Boh Tea, la marca di tè più famosa della Malesia. Il profumo delle foglie appena lavorate si mescolava all’aria umida, e una tazza di tè caldo è diventata improvvisamente il mio miglior alleato contro il freddo!

L’ultima tappa del tour è stata la Mossy Forest, un luogo avvolto nel mistero. Purtroppo la nebbia era così fitta che non rivedeva granché il paesaggio, ma la foresta in se è molto bella e interessante.

Tornata in città, sono andata a fare un altro trekking alle Robinson Falls, immerse nella foresta, dove ci si arriva tranquillamente attarverso un percorso abbastanza facile. Il sentiero era tranquillo, circondato solo dal suono della natura. Mi sono fermata lì per un po’, lasciandomi avvolgere dalla pace del luogo, nel mio momento di meditazione.

Alla fine, nonostante il freddo e la pioggia, Cameron Highlands mi ha regalato due giorni intensi, tra natura, tè e paesaggi da favola. Una pausa perfetta prima di tornare nel caldo tropicale.

piantagioni di te alle cameron highland in malesia

Penang

Sono venuta a Penang per un motivo ben preciso: il cibo! Georgetown, la sua capitale, è considerata la mecca dello street food in Malesia, e io – che amo mangiare – non potevo certo perdermela! (Su questo vi farò un articolo a parte, perché ho assaggiato di tutto!). Ma oltre al cibo, l’isola ofre anche arte, cultura e natura, rendendo questa tappa un mix perfetto per concludere il mio itinerario di viaggio in Malesia.

Il primo giorno l’ho dedicato a uno dei simboli di Georgetown: i murales (l’altra cosa famosa di Penang dopo il cibo!). Molti di questi murales sono stati realizzati dal famoso artista Ernest Zacharevic, che nel 2012 ha trasformato i muri di Georgetown con la sua street art interattiva. Alcuni dipinti, infatti, incorporano oggetti reali, come biciclette, sedie o finestre, creando opere tridimensionali con cui i turisti si divertono a farsi foto.

Il secondo giorno mi sono spostata verso l’entroterra per visitare il Kek Lok Si, il più grande tempio buddista del Sud-Est asiatico. Appena arrivata, mi sono trovata davanti a un complesso enorme e coloratissimo, con pagode, giardini e statue dorate che si estendono sulla collina di Air Itam.

C’è poi una pagoda, che è un po un work in progress, nel senso che si puo salire fin su (bellissima!) ma non è rifinita in tutti piani. Specialmente gli ultimi due, dove ci sono le statue ma sono stanze e balconi normali, perchè ancora devono decorarli a dovere. Per questo chiedevano donazioni, per poter sostenere i costi della costruzione.

Nel pomeriggio, ho deciso di rilassarmi un po’ e sono andata alla spiaggia di Batu Ferringhi. È lunga e piacevole per una passeggiata, ma l’acqua non è proprio cristallina come sono abituata in Sardegna, quindi ho evitato il bagno e mi sono semplicemente goduta il tramonto (il difetto di essere nati e cresciuti in Sardegna!).

L’ultimo giorno avevo in programma di visitare il Parco Nazionale di Penang, ma con mia grande delusione ho scoperto che i percorsi erano chiusi e che le spiagge erano raggiungibili solo in barca. In più, mi sono svegliata tardi (mica is puo sempre essere super attivi in viaggio!), quindi ho optato per un’alternativa che si è rivelata una bellissima sorpresa: il Tropical Spice Garden, sempre a Batu Ferringhi.

Questo giardino botanico è un piccolo paradiso immerso nel verde, dove si possono vedere (e annusare!) spezie esotiche, piante medicinali e fiori tropicali. Il profumo della noce moscata, del cardamomo e della citronella riempiva l’aria, e ho trovato il posto incredibilmente rilassante. Inoltre c’è un piccolo ruscello dove si possono immergere i piedi e fare la fish pedicure, che esperienza!

Dopo la visita, mi sono fermata nella spiaggia lì davanti per un ultimo momento di pace e meditazione per concludere il mio viaggio 🙂

tempio di Kek Lok Si tappa del mio itinerario di viaggio in Malesia
Dentro il tempio di Kek Lok Si a Penang

 

Con qualche giorno in più:

Purtroppo non avevo altro tempo a disposizione, ma se avessi potuto, ci sono due tappe che in questo periodo dell’anno vi consiglio:

Lankawi

Si trova a nord di Penang e si può arrivare o in volo on barca da Penang (son 2-3 ore vi viaggio). Da qui tra l’altro si puo facilmente raggiungere la Tailandia (in caso vogliate aggiungerla come tappa al vostro viaggio!).

Langkawi è famosa per le sue spiagge da sogno, la natura incontaminata e le spettacolari viste panoramiche, il posto perfetto per chi sogna mare e relax.

 

Borneo

E’ un’isola condivisa tra Malesia, Indonesia e Brunei, e la sua parte malese è suddivisa negli stati di Sabah e Sarawak. Fate attenzione che Sabah è un luogo dove si sconsiglia di viaggiare per la sicurezza, mentre Sarawak pare (pare) che sia tranquillo. Io questa parte l’avevo esclusa a priori proprio per il tema sicurezza, ma viaggiando ho conosciuto diverse persone che ci sono state e non hanno avuto alcuna impressione di pericolo.

Qui si trovano alcune delle foreste pluviali più antiche del mondo e mare da sogno!

 

Isole Perhentian

Da visitare nell’altra stagione (Aprle-ottobre), queste isole sono famose per le loro spiagge di sabbia bianca, l’acqua turchese cristallina e i fondali ricchi di vita marina.

Le Perhentian sono composte da due isole principali:

Perhentian Kecil: la più piccola e popolare tra i backpacker, con un’atmosfera giovane e vivace, bungalow economici e spiagge perfette per rilassarsi dopo una giornata di snorkeling.

Perhentian Besar: più grande e tranquilla, ideale per chi cerca un soggiorno più rilassato, con resort più esclusivi e spiagge meno affollate.

Una delle cose più affascinanti di queste isole è che non ci sono strade né automobili: ci si sposta solo a piedi lungo sentieri nella giungla o in barca. Questo le rende perfette per chi cerca un’esperienza selvaggia e autentica, lontano dal turismo di massa.

 

Ora che vi ho raccontato i luoghi che avrei voluto visitare e non ho potuto, mi sta tornando voglia di andare nuovamente in Malesia!

Spero che questi consigli vi siano tornati utili e se avete bisogno di un itinerario personalizzato per viaggiare in Malasia, contattatemi subito!

 

 

 

Rispondi