La calma di una città come Melaca è rimasta indietro quando sono arrivata a Kuala Lumpur! Una città con un mix di palazzoni nuovi appena costruiti che potrebbero essere il paesaggio di qualsiasi città europea, autostrade e binari dei treni costruiti tra ponti dove sotto si sviluppa un’altra città: in parte in costruzione e in parte dimenticata da molti. Una stazione affollata ma nuovissima e un autista del taxi che guarda una serie tv indiana, parla al telefono con la fidanzata, manda audio su whatsapp e guida: il tutto mentre io prego che non esca fuori strada e mi porti sana e salva in hotel!

Oggi vi racconto questa città e cosa ho fatto 3 giorni a Kuala Lumpur.

personas tower di notte, itinerario fai da te in malesia

 

Incredibile ma vero, sono arrivata sana e salva a destinazione! L’ hotel dove ho alloggiato è un ostello a 5 stelle. Nel cuore della city, di fronte allo Shangrila (che per chi non lo sapesse, è una famosa catena di hotel 5 stelle), con letti spaziosi e comodi dentro camere dove ognuno ha la propria privacy, una sala comune grandissima, pulitissima (come tutto il resto!) e dei bagni con musica e profumi come una SPA, con tanto di piastra per i capelli!

 

the bed llcc ottimo ostello a kuala lumpur

 

Visto che l’ostello stava a 5 minuti a piedi dalle Petronas Towers, l’edificio più famoso della Malesia e del Sudest asiatico, son subito andata a vederle.

Nonostante la marea di gente là sotto che si faceva foto, selfie e video, per me era la realizzazione di un sogno essere lì sotto. Dovete capire che quando eravamo chiusi in casa nel 2020, io organizzavo viaggi futuri per mantenere la mia sanità mentale. La Malesia era uno di questi, e quando guardavo la foto delle Petronas mi dicevo: “chissà che emozione deve essere stare lì sotto” – e così è stato!

In sé sono due torri, unite da un ponte, un’architettura moderna molto bella che ti farebbe pensare più a New York che a Kuala Lumpur, sopratutto perchè molti di noi siamo cresciuti pensando che “solo in America” si potessero vedere certe cose…

L’energia che si vive lì sotto è unica, posso provare a raccontarvela, ma dovete viverla per capirlo!

vista delle petronas towers dal basso

 

Bene, dopo aver passato il mio momento meditativo sotto le Petronas, ho fatto un giro dentro al lussuosissimo centro commerciale che sta alla base delle torri: il Suria KLCC altro non è che un centro commerciale comune corrente non diverso dal Westfield di Londra (per chi come me vive a Londra, capisce che quando sei abituato a questi posti, non ti fanno più nè caldo nè freddo!). Ma la cosa interessante di questo posto è stata una pasticceria che si chiama Lavander e sta al piano di sotto. Molto “stile europeo” ma ragazzi, faceva di tutto: sia dolce che salato e tutto buonissimo e super economico (per le nostre tasche). Non ho potuto fare a meno di comprare diverse cosine, tutte buonissime.

dolci e salati buonissimi di Lavander dentro le Petronas Towers

 

Dopo sono andata a scoprire un’altra zona della città, che la notte offre la sua faccia più autentica e vibrante: Bukit Bintang.

Allora se andate a KL, assolutamente dovete passare da qui una notte! Prima di tutto è stra pieno di gente che sembra di essere a Times Square a New York. Tutto è aperto fino a mezzanotte, quindi avete tempo per fare un pò di giri. Ci sono tantissimi negozi particolari e ristoranti, ma non lasciatevi tentare dai ristoranti che vedete, camminate fino a Jalan Alor, che è una lunga via pienissima di street food di qualsiasi tipo!

Io avrei mangiato di tutto, ma alla fine ho preso un pancake cinese (che era buono ma niente di super particolare) e un gelato fatto in una maniera super strana, dove praticamente mettono su una lastra di ghiaccio la frutta (io ho preso mango e liche) insieme a latte condensato, poi lo “spezzettano” e mischiano con forza, e infine fanno uno strato sottile e creano dei cilindri che mettono in una coppetta. Più facile a mangiare che a spiegarvelo! Era buonissimo.

street food notturno a Jalan Alor a Kuala Lumpur

Dopo aver passato la serata qui, son tornata in ostello, stanchissima, a riposare.

 

Cosa ho fatto 3 giorni a Kuala Lumpur – giorno 2

Il giorno seguente, dopo aver fatto colazione in ostello, ho chiamato un Grab (che è l’equivalente di Uber, estremamente sicuro ma sopratutto estremamente economico!) che mi ha portato al Thean Hou Temple

Si trova in cima ad una collina con una vista sulla città spettacolare. Il Thean Hou Temple non è solo un luogo di devozione, ma anche un rifugio di speranza e protezione per le coppie. Infatti è noto come il tempio protettore degli innamorati, un posto dove molte coppie si recano per chiedere benedizioni e protezione per la loro relazione. La divinità Thean Hou, una dea che incarna l’amore e la compassione, è venerata per la sua capacità di portare armonia nelle relazioni.

Proprio per questo era pieno di coppiette neo sposine, che si facevano servizi fotografici. Io ero lì che me li guardavo, godendomi la mia singletudine!

interno del Thean Hou Temple a Kuala Lumpur
Io godendomi la mia singletudine!

Ma ciò che rende ancora più affascinante la visita a questo tempio è un rituale particolare che attira molti visitatori in cerca di risposte: il famoso “rituale degli stecchini“. All’interno del tempio, si puo partecipare a questa esperienza unica che permette di cercare guida spirituale, di cui io ho sempre bisogno!

Si prendono degli stecchini numerati e, con una domanda in mente si mescolano e si lasciano cadere in un contenitore. Dopo aver lasciato andare gli stecchini, ce n’è sempre uno o più che rimangono su. Quello che rimane più in sù lo si puo prendere e guardare il numero che riporta (tutti riportano un numero).

Il numero è associato a un cassetto che si trova sotto questo contenitore, quando si apre il cassetto, si trova un messaggio scritto che è la risposta del Buddha alla domanda.

Avete idea di quante volte ho mischiato questi stecchini e aperto cassetti?

Avevo domande per tutti: per me, il presente, il futuro, i miei demoni, lavoro, amore, carriera, famiglia, salute! Poi quando ho finito le mie domande ho inziato con le persone care: mia madre, mio padre, la mia migliore amica, suo figlio… Insomma, ho avuto da chiedere un pò per tutti.

Non ho amato tutte le risposte che mi ha dato but well, accetto il volere del Buddha!

Questo rituale non solo aggiunge un tocco di misticismo alla visita, ma permette anche di vivere un’esperienza interattiva con la spiritualità del luogo. È un’esperienza che unisce tradizione, curiosità e riflessione personale, ed è uno degli aspetti che rende il Thean Hou Temple così speciale e coinvolgente! Per non parlare poi della sua estrema bellezza architettonica!

interno del Thean Hou Temple a Kuala Lumpur

rituale degli stecchini dentro il Thean Hou Temple a Kuala Lumpur
Il rituale degli stecchini: si fa una domanda al Buddha, si mischia, quello che rimane sù si prende in mano e il numero corrisponde a un cassetto con dentro la risposta
Vista sulla città dal tempio Thean Hou Temple,a Kuala Lumpur
Vista sulla città dal tempio

Dopo aver finito il mio ritiro spirituale, son scesa a piedi con direzione Chinatown, per ritrovarmi, inaspettatamente, a Little India!

La multiculturalità di questa città è incredibile, in pochi passi si trovano culture così diverse tra loro, che convivono pacificamente tra di loro, rispettandosi a vicenda.

A Little India mi son fermata a mangiare, visto che avevo più chance di trovare vegetariano. In questo ristorante ho preso un Thali, che è un mix di diverse cose, disposte su una foglia di platano che fa da piatto. Ora: la funzione della foglia di platano sarebbe di dare un sapore particolare a ciò che ci mettono sopra: verdure varie, riso, dhal. La verità è che la maggior parte dei ristoranti indiani riutilizza la foglia di platano lavandola e proponendola ad un altro cliente!

Il pranzo era buono, tranne il succo di mango che era imbevibile (forse per il ghiaccio che dava un brutto sapore) ma la cosa buona è che non me l’hanno fatto pagare.

Il quartiere è pieno di negozi che vendono sari (i vestiti delle indiane), fiori, collane di fiori, statue di Krishna e locali bolliwodiani.

negozi di fiori a Little India Kuala Lumpur
Tra le strade di Little india

Continuando a camminare si passa per vie piene di grattacieli e strade grandissime, fino ad arrivare, finalmente, a Chinatown.

Nonostante Chinatown sia un quartiere, anche questo, super multiculturale, si trova, proprio qui, il Sri Maha Mariamman Temple,  il più antico tempio indù della città, dedicato a Mariamman, la dea della salute e della protezione. E’ un importante punto di riferimento per la comunità indù di Kuala Lumpur. Quando si entra, si viene avvolti da una sensazione di energia potente, alimentata dalla presenza di coloratissimi dipinti e sculture che raccontano storie antiche, portando la cultura e le tradizioni indù alla vita. Io ho approfittato di questa energia per sedermi ad ammirare l’architettura, le statue (che stavano lavando, con un rituale super interessante, come se fossero umani!) e soprattutto, per riposarmi un pò.

le statue colorate all'interno del Sri Maha Mariamman Temple a Kuala Lumpur

Dopo essermi ripresa, son andata verso il cuore pulsante di Chinatown: Petaling Street, una delle strade più famose della città, che si snoda tra bancarelle affollate, che vendono imitazioni di Luis Vuitton e altre marche famose, negozi di artigianato e cibi di strada che ti fanno venire l’acquolina in bocca. Con tutto quello che camminavo, bruciavo tantissimo e avevo sempre fame!

Continuando a camminare, son finita a Kwai Chai Hong, un angolo che facilmente sfugge ai turisti meno attenti, ma che è una vera perla nascosta! Questo vicolo stretto è un corridoio storico che racconta la vita dei migranti cinesi che una volta abitavano la zona. Quello che rende speciale Kwai Chai Hong è la ristrutturazione artistica che ha trasformato questo angolo in un museo a cielo aperto. Le mura sono ricoperte da murales straordinari che raccontano storie di vita quotidiana dei cinesi di Kuala Lumpur nel passato, con scene di lavoro, vita familiare e momenti storici che ti fanno davvero riflettere su come la zona si sia evoluta nel tempo. Io son rimasta affascinata da quest’angolo pieno di lanterne rosse!

interno di Kwai Chai Hong a Kuala Lumpur, pieno di lanterne rosse

Proseguendo il mio cammino, sono arrivata al Guan Di Temple, un luogo che emana una calma sorprendente nel cuore di Chinatown. Questo tempio è dedicato a Guan Di, il dio della guerra e della giustizia, molto venerato nella tradizione cinese, simbolo di coraggio, lealtà e protezione. Purtroppo c’era un evento privato, in cui io mi sono imbucata, ma non essendo vestita a modo, son saltata subito all’occhio e ho dovuto lasciare in fretta!

A quel punto mi sono consolata in una pasticceria cinese, Fung Wong Biscuit, che è famosa per i suoi Tau Dar Pian, pasticcini ripieni di pasta di fagioli rossi o gialli (io ho preso i rossi) e le egg tart, crostatine all’uovo croccanti e cremose. I primi erano strani ma molto buoni e non troppo dolci, che per me è perfetto (ho un pessimo rapporto con lo zucchero, a meno che non si tratti di Nutella!), mentre le crostatine erano praticamente come dei pastel di belen portoghesi più leggeri. Il tutto buonissimo e vi raccomando di andarci.

tortine cinesi ai fagioli rossi mangiare a Chinatown a Kuala Lumpur

Dopo tutto questo giro, ho fatto l’esperienza di prendere la metro per tornare in ostello, e anche questa ve la raccomando. Prima di tutto perchè capire (e riuscire) a fare il biglietto dà una soddisfazione enorme! Praticamente si puo comprare solo e unicamente alle macchinette – che accettano solo contanti – e bisogna selezionare il nome della stazione dove si va, ma non si scrive nello schermo, si deve cercare in una lista infinita che ti appare dove le scritte sono in cinese e, dopo, in inglese. Una volta selezionata la stazione e pagato, esce fuori un gettone di plastica, che mi ha lasciato un po spiazzata e non capivo se mi avessero fregato o meno. In realtà quello è il biglietto della metro! Si scannerizza ai tornelli e quando si scende si inserisce in una fessura, sempre ai tornelli. Avete presente i gettoni dei dischi volanti al Luna Park che si usavano negli anni ’90? Ecco, sono quelli, identici!

biglietto della metro a Kuala Lumpur, che sono gettoni biglietto della metro a Kuala Lumpur, che sono gettoni

Cosa ho fatto 3 giorni a Kuala Lumpur – giorno 3

Il terzo e ultimo giorno a KL ho vistato Batu Caves. Uno dei luoghi più famosi in città e luogo di culto e pellegrinaggio importantissimo per tutti gli indù. Quando son arrivata diluviava, ma il mio autista di Grab mi ha regalato un ombrello (che poi ho scoperto mi ha fatto pagare 5 RAM in più nella tariffa…). Grazie alla pioggia il posto era più tranquillo e molto meno affollato che qualche ora dopo.

La cosa che colpisce immediatamente, prima ancora di entrare nelle grotte, è la gigantesca statua dorata di Lord Murugan, alta ben 42 metri. Questa imponente statua, che domina l’ingresso delle grotte, è una delle statue di divinità più alte al mondo e rappresenta Murugan, il dio della guerra e della vittoria, venerato dai devoti induisti. La statua è così maestosa che sembra quasi un guardiano silenzioso del luogo, accogliendo i visitatori con il suo sguardo fiero e il suo splendore dorato.

ingresso di Batu Caves a Kuala Lumpur con la grande statua in oro

Per arrivare alle grotte, bisogna salire una scalinata di 272 gradini, che offre una vista panoramica spettacolare! L’altra cosa spettacolare è vedere queste persone che con devozione salgono le scale, a piedi nudi, portando tra le mani un recipiente con dentro latte, per donarlo alla divinità (il latte è simbolo di purezza nella loro religione).

All’interno delle grotte, che son qualcosa di spettacolare, si trovano diversi templi, tutti bellissimi e impressionanti. Il luogo è un work in progress, nel senso che con le donazioni continuano a costruire nuovi templi, a scavare un pò di più la grotta e a creare questo luogo di culto ancora più bello di quello che, già naturalmente, è.

Quando poi son tornata giù, aveva finito di piovere ed era uscito il sole, caldissimo, e il luogo si è riempito di persone e di scimmie.

Sì, scimmie!

Dovete infatti sapere che son talmente abituate alla gente, che non hanno problemi a venire vicino, e se state mangiando qualcosa: è la fine! Io avevo un pò di paura onestamente e le guardavo e fotografavo da debita distanza, mentre loro si rubavano cibo, senza vergogna, da tutte le parti!

interno di Batu Caves con il tempio indù
Uno dei templi all’interno di Batu Caves

offerte agli dei che gli indù portano nei templi di Batu Caves

scimmie affamate tra i templi di Batu Caves
Scimmie molto affamate che gironzolano per i templi
foto all'esterno di Batu Cavs con vista nella scalinata e la grande statua dorata
Benedetta dai monaci e felice di aver realizzato un altro sogno!

Finita la visita a Batu Caves son tornata in città in treno, e anche qui è stata una scoperta. Ho infatti notato che esistono vagoni per solo donne, dove gli uomini sono bannati, con tanto di Polizia che passa a controllare cacciando via chiunque ci provi. Anche se son uomini accompagnati, non possono stare. L’unica eccezione è per i bambini, accompagnati dalle mamme ovviamente.

Arrivata nuovamente in città, son andata a rilassarmi nel parco KLCC, che è un’oasi verde dietro le Petronas Tower, dove oltre ad avere una vista eccezionale sulle torri, ci si può rilassare nel parco o in piscina. C’è infatti una piscina pubblica dove chiunque può entrare a farsi il bagno. La verità è che c’erano solo bambini e i loro genitori, ma nessuno stava in costume perchè ricordatevi che la Malesia è un paese conservatore in cui bisogna coprirsi.

vista delle patrona towers dal parco KLCC a Kuala Lumpur

La sera son tornata per l’ultima vista delle Petronas di notte, che, come il primo giorno, è stata molto emozionante! Dopodiché è venuta giù la tempesta tropicale con acqua come se avessero aperto un rubinetto in cielo, tuono e fulmini: il tutto mi ricordava tantissimo i miei anni vissuti in Colombia! Così, esattamente come facevo in Colombia, mi son seduta a guardare la pioggia, accettando i tempi di Madre Natura, e sapendo che dopo un’ora avrebbe smesso.

Infatti così è stato e son potuta tornare in ostello dove ho riposato e il giorno dopo son partita per la prossima tappa del mio viaggio in Malesia, di cui vi racconterò nel prossimo articolo!

Questo tutto quello che ho fatto 3 giorni a Kuala Lumpur. Se il racconto ti è piaciuto iscriviti al blog cliccando qui, per non perderti i prossimi viaggi. Puoi anche seguirmi nelle reti sociali (Instagram Facebook e Yotube) come @robyfromsardegna.

Se hai domande su Kuala Lumpur puoi scrivermele nei commenti. Ti sta venendo voglia di viaggiare anche a te?

 

 

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