Il giorno in cui sono arrivata a La Paz in Bolivia, non me lo scorderò mai. Era il giorno di Natale e poche ore prima avevo comprato un biglietto aereo da Uyuni a La Paz. Il piano era di arrivarci in bus ma in questo articolo vi raccontavo perché i piani son dovuti saltare, per sopravvivere al mio mal di montagna.
Dall’aereo, La Paz ha un colore grigio di case fittissime e centri iper abitati. Appena atterrata un taxi mi ha portato attraverso il centro della città fino al quartiere dove Carolina, la mia host di Airbnb viveva: una zona residenziale, collegata al centro della città dalla fitta rete di funivie, da cui si può avere una vista bellissima sulla città. E proprio da qui inizio a raccontarvi
Cosa ho fatto, visto e mangiato a La Paz in Bolivia

Il teleferico
La prima cosa che ho scoperto a La Paz è che la metro non c’è, ma si usa una fitta rete di funivie, con diverse linee che coprono un pò tutta la città. E’ ideale per conoscere la capitale e vedere la vita che scorrre dall’alto.
Inaugurato nel 2014, il Mi Teleférico collega La Paz con la città vicina di El Alto, superando dislivelli impressionanti grazie a oltre 30 km di linee aeree. Attualmente conta più di 10 linee colorate, ognuna con diversi panorami: dalle montagne innevate della Cordigliera Real ai tetti colorati delle case paceñe. Alcune stazioni si trovano a 4000 metri ed è importante sapere che non è un’attrazione per turisti (bueno, anche!) ma è un mezzo di trasporto comune e corrente tra gli abitanti della città, quindi aspettatevi che ci siano code e folla nelle ore di punta.

Centro storico, plaza Murillo, calle jaen
Prendendo la linea rossa della funivia, sono arrivata alla stazione Central / Taypi Uta, a pochi passi dalla Plaza Murillo.
La Plaza Murillo è la piazza principale di La Paz, circondata dagli edifici più importanti del Paese: il Palacio Quemado (Palazzo Presidenziale), simbolo del potere politico boliviano; la Cattedrale Metropolitana, in stile neoclassico; e la Aseemblea Legislativa (Parlamento), dove si erge una famosa torre dell’orologio che segna l’ora al contrario, a simboleggiare l’identità andina diversa dall’Occidente.
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Dopo essere stata in contemplazione della Plaza Murillo e del suo oroglogio che segna l’ora al contrario, sono andata verso Calle Jaén. È una stradina coloniale perfettamente conservata, con case colorate dai balconi in legno e lampioni antichi. Piena di piccoli musei su qualsiasi cosa: la coca, il cacao, la musica andina, i poncho e qualsaisi altra cosa che possa attarre viaggaiotri curiosi come me!
E’ una via che – dicono – la sera sia infestata di fantasmi, vivi, morti o ubricachi non ve lo so dire! Io, che credo a tutto, ho evitato di passarci di notte, ma mi son fatta raccontare un po di fatti. Volete saperli?

Allora come prima cosa si dice che che una donna vestita di bianco appaia tra le case coloniali, piangendo perchè ha perso i suoi figli. Se la incontrate di notte, sentirete un profondo senso di tristezza e malinconia, e pare che sia conosciuta come “la llorona” (la piagnona in italiano). In realtà è una storia molto comune in diversi paesi latino americani, quindi che sia proprio vero che si aggiri da queste parti, non ve lo so proprio dire…
Ma veniamo alla seconda storia. Nella Calle Cajén c’è un antico convento, che oggi ospita un museo (uno dei tanti che troverete in questa strada, non mi hanno specificato quale). Pare che un monaco appaia tra le stanze di notte, soprattutto nelle sale dove si conservano oggetti sacri e reliquie. Che cosa fa questo monaco? Nulla. Appare.
Una signora boliviana con cui ho chiaccherato in calle Cajen, mi ha detto che alcune case coloniali che si trovano nella via e nei dintorini, avrebbero stanze segrete e passaggi sotterranei usati in passato dai residenti per nascondere gioielli e oro, e che a volte si sentano strani rumori o luci durante la notte, attribuiti agli spiriti dei vecchi proprietari che proteggono il tesoro.
Il mio consiglio è, se passate di notte, evitate di farlo dopo aver bevuto! Oltre alle voci e i rumori strani proveniente dalle case circostanti, i vicoletti intorno pare siano infestati e sia frequente sentire passi invisibili o porte che si aprono da sole di notte.
Paura?
Io un pò, ma di giorno non faceva per niente paura questa via!

Alcuni anni fa ho letto un libro “Merching Powder“, è la storia di un cittadino brittannico di origini della Tanzania, che è stato arrestato all’aeroporto di La Paz con 5 chili di cocaina, preso e incarcerato dentro al famoso carcere di San Pedro. E senza farlo apposta, cammianndo per le strade di La Paz, mi son ritorvata proprio fuori dal famoso carcere di San Pedro.
Carcere di San Pedro
Perchè è famosa questa prigione? Non è un penitenziario come gli altri: al suo interno i detenuti vivono con le famiglie e organizzano una vera e propria “città autonoma”. Infatti, all’interno ci sono negozi, ristoranti improvvisati e persino scuole per i figli dei detenuti! Le celle non vengono assegnate: si comprano o si affittano, come se fossero appartamenti, e quelle più spaziose hanno prezzi più alti. Tutto questo è raccontato nei dettagli nel libro che vi ho detto, dove l’autore racconta la vita quotidiana e di come ha vissuto negli anni rinchiuso qui. E’ una storia che fa rabbrividire e stare lì fuori, sapendo che quello raccontato è tutto vero, mi ha fatto gelare il sangue.
Per anni è stato addirittura possibile visitarlo con tour non ufficiali (anche nel libro ne parla) ma oggi l’accesso ai turisti è vietato per motivi di sicurezza, dovuto a diversi episodi di violenza che ci son stati in passato. Sia chiaro: non che fosse un’esperienza che volessi fare!
Mercato de las brujas
Continuando la passeggiata per il centro, sono andata al famoso “mercato de las brujas”, il mercato delle streghe: il luogo perfetto per me! Qui è pieno di negozietti che vendono oggetti legati alla magia tradizionale andina, alla spiritualità e alle credenze locali. Tutte cose che a me attirano tantissimo, e se siete delle streghette o dei stregoni, dovete assolutamente passarci e investire qualche pesos in protezioni varie!
Alcuni degli amuleti che ho trovato (ma che non necessariamente ho comprato!):
– feti di lama essiccati, usati tradizionalmente come offerte per la Pachamama (la Madre Terra) e per portare fortuna nelle costruzioni o negli affari. Ovviamene scartati perché il feto di lama, anche no! Ho ripiegato per una pietra di smeraldo (color smeraldo, non smeraldo vero) che aveva la stessa funzione.
– erbe e incensi a volontà per proteggere da qualsaisi male e sfiga.
– candele colorate, monete portafortuna e miniature di case o auto da usare nelle cerimonie di prosperità: in Bolivia quando si compra una macchina è assolutamente d’obbligo portarla a farla benedire, con preghiere e varie cerimonie. Una di queste, che ho trovato in piazza a Copacabana, era una vera e propria cerimonia propiziatoria con tanto di fuochi artificiali e salvia bruciata!
Altre cose che ho trovato al mercato de las brujas sono tutta una serie di curanderos e curanderas che offrivano letture di tarocchi, della mano e della mente. Perchè avevo già dato in Colombia con le mie letture (di cui, tra l’altro, si è avverato quasi tutto), ho deciso di non farmi leggere altre carte del destino. Ma ecco, se siete curiosi du sapere cosa vi riserverà il futuro, questo è il luogo adatto.

La prima giornata è passata così a La Paz: visitando il centro storico, passando da un teleferico a un altro per esplorare la città e bevendo te di coca per sopravivere al mio mal di montagna!
Il giorno dopo invece ho fatto una delle mie attività preferite: mangiare! E l’ho fatto con un food tour.
I due mercati principali a La Paz sono il mercado Lanza e il mercato Rodriguez.
Mercado Lanza
Nel cuore del centro città, a pochi passi da Plaza San Francisco. La stazione del teleferico più vicina è Estación San Francisco della Linea Celeste, che ti lascia a pochi minuti a piedi dal mercato.
E’ un mercato coperto, ed è un labirinto di corridoi pieni di bancarelle di street food e piccoli comedores. Qui i locals si fermano per una colazione veloce o un pranzo economico, ed è il posto ideale per assaggiare piatti tipici come le salteñas, l’api con pastel e la sopa de maní (buonissimissima!)
Il Mercado Lanza è stato costruito negli anni ’70 in stile modernista e, anche se oggi può sembrare caotico, resta uno dei luoghi più autentici per scoprire la vita quotidiana della città.
Mercado Rodríguez
Dopo una camminata, sono arrivata al Mercado Rodríguez, che per me è stato ancora più affascinante. È il mercato più grande e tradizionale di La Paz, e non si sviluppa solo in un edificio, ma anche nelle strade circostanti, rendendo l’area attorono ancora più interessante! Le vie si riempiono di bancarelle di frutta tropicale, verdure delle Ande, spezie, formaggi, pani locali e, sorpatutto patate! Lo sapevate che in Bolivia esistono più di 200 varietà di patate? Quella che mi ha stupito di più è stata una patata piccolina, tonda tonda e bianchissima: pensavo fossse un fungo champiñon! E’ stato super affascinante vedere la varietà di cibo in vendita al mecato e vi super stra consiglio di passarci e, se potete, fare un tour guidato.
Il mercato Rodriguez ha origini antiche: era già attivo durante il periodo coloniale come luogo di scambio tra le comunità andine che portavano i loro prodotti a La Paz. Oggi è ancora così: contadine con le tipiche gonne colorate (le famose cholitas) vendono i prodotti che coltivano direttamente nelle loro terre.

Ora son sicura che vorrete sapere che cosa ho mangiato durante il mio tour!
La verità tante cose buone, ma non tutte le me le ricordo e non di tutte ho foto (lo so, pessima travel blogger!).
Pique macho
E’ un piatto famossisimo in Bolivia (che avevo già mangiato anhe a Londra, in un ristornate boliviano). Composto da pezzi di manzo saltati, wurstel, patate fritte, cipolla, peperoni, uova sode e salsa piccante llajwa. Lo so, lo so, state pensando “pesante”, ma ricordatevi che a 4000 metri, con il freddo che fa, sarà come mangiare un’insalata!
Questo piatto è nato a Cochabamba, città famosa per la sua tradizione gastronomica. La leggenda dice che fu inventato negli anni ’70 da un ristoratore per servire un gruppo di amici ubriachi: un piatto enorme e “piccante macho” (da cui il nome). Generalmente è servito in porzioni grandissime ed è da condividere.

Sopa de manì
Per me, una delle cose più buone in assoluto che ho mangiato in Bolivia. E’ una zuppa cremosa preparata con arachidi macinate, carne, patate e verdure. In alcune versioni mettono sopra anche delle patate tipo quelle in busta a stecchini che mangiavamo tantissimo negli anni ’80!
Ha un sapore dolcino e molto nutriente. Questo piatto è nato come zuppa nutriente e popolare tra le famiglie andine. I boliviani dicono che la sopa de maní sia “un abbraccio caldo in una ciotola”, perché è confortante e molto apprezzata nei giorni freddi. E confermo che è così!

Plato paceño
Composto da mais bollito, patate, fave e un pezzo di formaggio fresco. Nulla di che, potreste anche passare su questo. Nasce dalla cucina contadina dell’Altiplano, fatta di ingredienti poveri ma ricchi di energia per resistere all’altitudine.
Chicha
E’ una bevanda tradizionale a base di mais fermentato, leggermente alcolica (ma molto leggermente), In realtà non è proprio tipica boliviana, o meglio: non è solo boliviana, ma l’ho ritrovata anche in Perù e in Colombia. Le sue origini sono infatti antichissime, veniva consumata dalle civiltà pre-incaiche come bevanda sacra nelle cerimonie dedicate alla Pachamama.

Te di coca
Più un metodo di sopravivenza all’altitudine che un piacevole te da sorseggiare per riscaldasi e digerire! Preparato con foglie di coca essiccate, lasciate in infusione in acqua calda. Considerata sacra per le popolazioni andine da millenni, usata sia in rituali religiosi sia come rimedio naturale.
E per chi di voi se lo stesse chiedendo: no, non ha effetti stupefacenti! Ma dà energia e facilita la digestione.
Come vi dicevo, non son stata proprio benissimo in Bolivia, perchè tutto il tempo ho sofferto del mal di montagna (di cui io, donna di mare proveniente dalla Sardegna, non sapevo potesse esistere!). E questo ha avuto un impatto sul mio apetito, quindi di tutto ciò che avrei voluto provare, mi son rimaste delle cose che non ho avuto il modo di assaggiare, ma che vi consiglio:
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Salteñas → sono empanadas ripiene di carne, pollo o verdure, leggermente dolci e con una sorta di brodino all’interno (molto diverse da quelle argentine).
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Api con pastel → è una bevanda calda dolce di mais viola (con cui si fa anche la chicha), generalmente accompagnata da una frittella fritta e servita a colazione.
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Buñuelos → sono delle frittelle soffici, servite con miele o zucchero.
- Silpancho → un piatto con riso, patate, carne battuta fritta, uovo e insalata.
- Queso Humacha → considerato un dolce e non salato. E’ formaggio fresco fuso servito con patate e mais.

I miei consigli per vivere al meglio la città:
1. Spostarsi in teleferico.
Con pochi pesos potete attraversare la città dall’alto e risparmiare tempo rispetto al traffico caotico delle strade.
2. Taxi super economici.
Di notte neanche pensateci a fare un metro a piedi! I taxi sono davero super economici: con 3 euro ho attraverso mezza città! Vi consiglio però di non prenderli al volo o, se lo fate, di contrattare prima perchè spesso non accendono il tassometro o fanno i vaghi per togliervi qualche pessos in più. Potete usare UberX oppure ci sono altre app tipo Easytaxi (utilizzato anche in altri paesini latinoamericani) o Celutaxi (app local).
3. State vicino al centro
Io alloggiavo un po distante dal centro, perché stavo a casa di una ragazza local, ma quando son ritornata qualche anno dopo, ho alloggiato in centro, ed è stato molto più comodo.
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4. Fa molto freddo
Ricordatevi che La Paz si trova a oltre 3.600 metri di altitudine, quindi il clima è fresco tutto l’anno e di notte può fare molto freddo. Portate sempre con voi una giacca a vento, cappello e sciarpa: anche se di giorno c’è il sole, la sera la temperatura cala bruscamente.
5, Mal d’altitudine
Avendone sofferto per tutto il tempo, posso suggerirvi tutti i miei rimedi: bere tanta acqua, mangiare zuppe, prendere la coca in tutte le sue forme (legali!), tè di coca, caramelle o foglie di coca da masticare. Prendetela molto easy, e quando la testa vi scoppia, giù di tachipirina!
Altro effetto del mal d’altitudine, potrebbe venirvi la diarrea o mal di stomaco (specialmente quando poi inziiate a scendere d’altitudine, esempio se dopo andate in Perù). Anche qui: tachipirina, acqua e un immodium dovrebbero essere sufficienti a farvi riprendere coscienza! In caso vi sentiate deboli, chiedete in Farmcia il “Pedialite” è una bevanda tipo Gatorade, che serve a ridare sali minerali al corpo. Si beve tutto assieme e fa benissimo. Più di una volta mi ha rimesso in vita!
6. Sicurezza
(perchè vi ho sentito che ve lo state chiedendo dall’inzio del post!)
La Paz non è più pericolosa di altre grandi città latinoamericane, ma è bene prestare attenzione: evitate di mostrare oggetti di valore, tenete lo zaino davanti nei mercati affollati e usate taxi affidabili la sera. Con qualche accortezza, potete girare in tranquillità.
7. I boliviani
I boliviani, specialmente gli abitanti di La Paz, possono sembrare all’inizio discreti e riservati. Ma una volta che si rompe il ghiaccio, si dimostrano gentili e disponibili, pronti ad aiutare i viaggiatori con un sorriso sincero!

Questa è stata la mia esperienza a La Paz, una città fredda ma ricca di tradizioni andine, leggende e mistero, immersa tra le Ande. Ci siete già stati o vi piacerebbe andarci? Qual è la cosa che non vi perdereste mai?
Fatemelo sapere nei commenti e se avete bisogno di un itinerario personalizzato per il vostro viaggio in Bolivia, date uno sguardo qui.
